Posts Tagged ‘fiona’

Fiona

Posted 22 set 2010 — by Fabio
Category Recensioni

Siccome non mi piace far preoccupare i miei amici – che poi mi mandano gentilissimi e premurosi messaggi – scrivo qualcosa di nuovo al volo, se non altro per mandare in secondo piano l’ultimo post.
Anzi, ne scrivo due.
La prima è che i milanesi sono freddolosi, e si tengono la giacca e il cappotto anche quando fa caldo e c’è il sole.
La seconda è che ho finito di leggere Fiona, altro libro di Covacich, ideale prosecuzione di A perdifiato (del quale trovate una splendida recensione a questo link).

Fiona, Mauro Covacich

Questo Covacich mi piace. Scrive – a mio personalissimo avviso – molto bene, e ha la grande qualità di saper tenere incollato il lettore alle pagine del libro finché non si arriva alla fine. Anche questo, come il precedente, è un bell’esempio di autodistruzione, il racconto di come un uomo potenzialmente felice (ricco, all’apice del successo, famoso, sposato con la compagna di una vita) sia in grado di distruggersi e distruggere ogni cosa. Il punto d’unione con il libro precedente è Fiona, la bambina del titolo, la piccola haitiana che Dario e Maura non avevano avuto il coraggio di portare con sé in Italia. C’è Maura, distrutta da quelli che sembrano essere rimorsi e sensi di colpa, c’è Alberto – il professorone – che cerca di salvare il salvabile per amore di Maura, ci sono tutta una serie di riferimenti all’attualità che sono forse la cosa più riuscita di tutto il libro: Unabomber (che diventa Minamaker), la Pivetti in lattice versione sadomaso (povera Italia…), il Grande Fratello (che diventa Habitat, e si trasforma in un porno) (apro altra parentesi: poverissima Italia…).
Bel libro. Mi dispiace per Ivo che non troverà le qualità amatorie della giovane Agota del precedente capitolo, ma potrà sempre rifarsi con la masturbazione boschiva. E adesso gli tocca per forza leggerlo, per sapere a cosa mi riferisco!
In alto i cuori
Cioli

A perdifiato

Posted 18 ago 2010 — by Fabio
Category Recensioni

Durante queste ferie, più o meno forzate che siano, sto divorando libri.
Il penultimo in ordine di tempo è A perdifiato, di Mauro Covacich. Siccome non ho voglia di scrivere vi allego la mia personalissima recensione che ho scritto qualche giorno fa nel mi altrettanto personalissimo database di riassunti – recensioni (cosa molto nerd, lo so, fottetevi). Quindi, se avete intenzione di leggere questo libro, non proseguite. Ma se proseguite magari potrebbe venirvi voglia di leggerlo.

Dario Rensich è un ex maratoneta, sesto a New York. Sposato con Maura, ex sciatrice, gran bella figa con un paio di tette spaziali.
Viene spedito a Szeged, in Ungheria, dalla Federazione di Atletica per allenare una squadra di giovani mezzofondiste fino a farle diventare maratonete.
Basta poco, e comincia a scopare come un riccio con Agota, una delle sue allieve, una delle più dotate. Forse una delle più dotate anche a letto, Felicità pura, pompini da urlo, scopate da svenire. E Dario perde il controllo. E’ sterile, non può avere figli, da mesi ormai sta aspettando la conferma per andare con su moglie ad Haiti per adottare la piccola Fiona (adozione resa possibile grazie all’interessamento di Alberto, professore di Filosofia a Berkeley che scopa telefonicamente con Maura), ma si fa incastrare da Fiona. Fiona che gli dice di essere incinta, di aspettare un bambino da lui. E lui ci crede, perché in fondo ci spera, e costruisce per mesi una vita parallela che crolla quando con sua moglie, che alla fine si scopre che già sapeva, parte per Haiti per l’adozione, che non si farà, e quando rientra a Trieste per la maratona (“di seconda fascia”) alla quale le sue ragazze partecipano con l’obiettivo di entrare nel ranking mondiale.
Però si scatena un casino anche qui, perché per ottenere i risultati desiderati pompa le ragazze con una nuova sostanza che dovrebbe non lasciare traccia ma così non è, e Mònika, che vince la maratona, viene squalificata.
Alla fine Dario rientrerà in Ungheria, dove troverà Maura ad aspettarlo e con la quale ritornerà a casa portando con sè i due bambini che Agota ha partorito (bambini, per inciso, del suo precedente allenatore e attuale collaboratore e osservatore di Dario).
Un bel libro, veramente.
Un libro sulla distruzione dell’uomo, inteso come sesso maschile, e sulle porcate che questo è in grado di fare. Un manuale di autodistruzione, che però trova una giustificazione nella qualità dei pompini che questa Agota sembra capace di fare…