Fa un caldo becco.
E come previsto finalmente piove. Resta il fatto che continua a fare un caldo becco.
Sono diverse settimane che non scrivo su Audiografia. Non lo faccio per pigrizia, è proprio che mi manca il tempo e tutte le volte che mi viene in mente di farlo o sono in treno senza connessione o – più frequentemente – sono le 3 di mattina e non ho la forza per farlo. E se sono sveglio alle 3 di mattina è perché i maledetti del bar sotto la mia cameretta a Trento fanno un casino dannato, mi girano le palle vorticosamente ma lo sforzo più grande che riesco a fare è rimettere i tappi nelle orecchie, di mettermi a scrivere proprio non se ne parla.
E allora due righe questa sera, con GPF già a letto, la pioggia di sottofondo ad attutire anche i botti dei fuochi d’artificio che da qualche parte qui intorno stanno facendo, forse al Villaggio dei Fiori per la Festa del Pescatore. Domani sveglia all’alba, martedì pure, poi si parte per Trento e addio bella vita per quasi 20 giorni, con due fine settimana consecutivi lontano da casa per l’esposizione prima e l’asta poi. Cercheremo di tenere botta.
Ieri bel matrimonio, divertente e ben organizzato. Complimenti a Sara e Chistof per tutto, ma soprattutto auguri di cuore per tutto il bene che dovrà venire. Complimenti al Guzzo che si rivela – ogni volta di più – straordinario compagno di ciucche e di mangiate.
E siccome era da un pezzo che volevo farlo, scrivo di un libricino che ho comprato e letto ormai da qualche settimana. Ancora una volta Dino Buzzati, ma questa è una chicca. Il titolo è “Far pubblicare un romanzo è più difficile o più facile di una volta?”, ed è pubblicato dai tipi delle Edizioni Henry Beyle ( e qui ci sta la chicca nella chicca, con citazione dottissima suggeritami dal caro amico e professore Gianni Checchin, visto che Henry Beyle è il vero nome di Stendhal). Fin qui niente di straordinario: solita scrittura di Buzzati, solita ironia, solita piacevolezza. La bellezza vera e propria sta nel libro, inteso come oggetto fisico (e fonte di feticismo): stampato su carta Zerkall-Butten, carattere garamond monotype corpo 12 in 575 copie numerate. Il mio esemplare è il numero 279.
I 25 euro meglio spesi degli ultimi mesi.
Per il resto, i cuori stanno a mezza via, per andare in alto in alto ultimamente faticano un po’. Anche se la gioia di Ivo e Silvia e quella di Luca e Roberta è un po’ anche la mia.
Statemi bene, continuate a seguirmi, prometto che aumenterò la frequenza delle mie incursioni.
Il Cioli