La ghironda

La ghironda
Questa pagina vuole essere un piccolo contenitore di informazioni sulla ghironda, uno strumento musicale di origine medievale che mi ha sempre affascinato ed incuriosito.
Per i meno esperti riporto quanto indicato nella Garzantina della Musica:
Strumento musicale a corde, fatto vibrare mediante sfregamento da parte del bordo impeciato di una ruota in legno, ad esse sottostante, azionata con una manovella. La cassa armonica può avere forme e dimensioni diverse, ma prevalgono la forma piatta o a chitarra, e la forma a liuto. Il numero delle corde varia generalmente, da un minimo di tre ad un massimo di sei: di queste alcune corde sono di bordone e producono sempre la stessa nota; altre (una, due o tre) sono le corde che producono la melodia, essendo tastate da tangenti applicate a numerosi cursori comandati, per mezzo di asti, dalle dita del suonatore. Una delle corde poggia su un ponticello mobile: con opportune variazioni dell’impugnatura il suono prodotto da questa corda si interrompe per un breve attimo, consentendo così di riprodurre effetti di staccato e di accompagnamento ritmico.
L’origine della ghironda va ricercata nell’organistrum, grande strumento che necessitava di due suonatori e si usava per accompagnare il canto nella musica da chiesa del secolo XII.
La ghironda fu lo strumento dei menestrelli, che la diffusero in tutta l’Europa: divenne così ben presto uno strumento popolare, suonato soprattutto da mendicanti girovaghi, spesso ciechi (da qui la denominazione viola da orbo). Fu ripreso come strumento della musica d’arte nei secolo XVII-XVIII, a seguito della moda pastorale di cui si infatuò l’aristocrazia francese: compositori come Aubert, Baton, Chedeville, Pleyel, Haydn, Vivaldi, Mozart scrissero apposta per la ghironda o trascrissero per essa opere già note (come le Quattro stagioni di Vivaldi). La ghironda è ancora diffusa nel nostro secolo in Francia (vielle à roue), In Ungheria e in Spagna (Galizia). In Italia è stata in uso fino ai primi decenni del ‘900 nella musica popolare di alcune zone del nord (nelle valli di cultura occitanica delle Alpi sudoccidentali e nell’Appennino parmigiano).
Poco alla volta vorrei raccogliere quanto più materiale possibile, da mettere a disposizione di tutti, continuando le mie ricerche e incrementare così quanto già in mio possesso. Ci sarà quindi una sezione dedicata alla bibliografia dello strumento, una sezione dedicata alla costruzione e una terza dedicata agli strumenti conservati nei musei nazionali ed internazionali.
Il contributo di tutti è ben accetto. Invito gli interessati a mettersi in contatto con me o a consultare periodicamente questa sezione del sito per rimanere sempre informati sulle novità e gli aggiornamenti.
Georges de la Tour, The Hurdy-Gurdy Player, 1631-1636, olio su tela cm. 162×105. Musée des Beaux-Arts, Nantes, France

http://www.minicizotti.it/index.php/museo/
bacio
Interessante: Potresti aggiungere un link per far sentire come suona questo strumento
Detto fatto Lucio.
Ecco un video che fa proprio al caso nostro: fa sentire il suono della ghironda, ci fa capire quale può essere il repertorio più adatto, ci fa anche sorridere con le risposte alle domande non fatte che il tipo con la barba cita all’inizio della sua esibizione (answer number three: no, I do not have a monkey!)