свети илияикониNel mio lavoro ne ho viste, e sentite, di tutti i colori, posso affermarle senza timore di smentita. Questa però mi mancava:
“Volevo provare l’emozione di un ippopotamo che ti carica da davanti”
…
Archive for the ‘Varie’ Category
Tu chiamale se vuoi…
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Una vestaglia di seta rossa
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Vita da fuori sede però è anche stare svegli fino tardi a leggere, magari dopo una giornata passata a fare scale portando su e giù per le scale mobili e dipinti e cercando di vendere qualche oggetto interessante, una coppia di colonne portabusti, una magot, una fotografia.
Su consiglio di un caro amico ho iniziato un paio di giorni fa La vita davanti a sé, pubblicato nel 1975 da Romain Gary. Sembra bello, veramente. Ieri notte mi ha colpito particolarmente una frase:
“Non c’è bisogno di motivi per ave paura, Momò″.
Questa non me la sono mai dimenticata, perché è la cosa più vera che ho mai sentito dire.
Non ho idea di cosa possiate pensarne voi, care lettrici e cari lettori, ma nonostante fosse passata da un pezzo mezzanotte mi sono alzato dal letto, ho preso la matita e l’ho sottolineata.
Forse perché mi capita spesso di aver paura.
Romain Gary si tolse la vita il 3 dicembre del 1980. Prima di farlo uscì di casa per andare in un elegante negozio di Parigi ad acquistare una vestaglia di seta rossa. Il colpo di pistola alla testa con il quale aveva deciso di ammazzarsi avrebbe sparso molto sangue e per fare in modo che questo si notasse il meno possibile pensò che indossare una vestaglia di quel colore sarebbe stato un atto di delicatezza verso il prossimo.
In alto i vostri cuori, il mio oggi non sembra aver voglia di andare troppo in alto
Fabio
Vita da fuori sede è…
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… essere davanti al computer all’una di notte a guardare l’ultima puntata della prima serie di Ken Shiro…
Autà!
Henry Beyle
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Fa un caldo becco.
E come previsto finalmente piove. Resta il fatto che continua a fare un caldo becco.
Sono diverse settimane che non scrivo su Audiografia. Non lo faccio per pigrizia, è proprio che mi manca il tempo e tutte le volte che mi viene in mente di farlo o sono in treno senza connessione o – più frequentemente – sono le 3 di mattina e non ho la forza per farlo. E se sono sveglio alle 3 di mattina è perché i maledetti del bar sotto la mia cameretta a Trento fanno un casino dannato, mi girano le palle vorticosamente ma lo sforzo più grande che riesco a fare è rimettere i tappi nelle orecchie, di mettermi a scrivere proprio non se ne parla.
E allora due righe questa sera, con GPF già a letto, la pioggia di sottofondo ad attutire anche i botti dei fuochi d’artificio che da qualche parte qui intorno stanno facendo, forse al Villaggio dei Fiori per la Festa del Pescatore. Domani sveglia all’alba, martedì pure, poi si parte per Trento e addio bella vita per quasi 20 giorni, con due fine settimana consecutivi lontano da casa per l’esposizione prima e l’asta poi. Cercheremo di tenere botta.
Ieri bel matrimonio, divertente e ben organizzato. Complimenti a Sara e Chistof per tutto, ma soprattutto auguri di cuore per tutto il bene che dovrà venire. Complimenti al Guzzo che si rivela – ogni volta di più – straordinario compagno di ciucche e di mangiate.
E siccome era da un pezzo che volevo farlo, scrivo di un libricino che ho comprato e letto ormai da qualche settimana. Ancora una volta Dino Buzzati, ma questa è una chicca. Il titolo è “Far pubblicare un romanzo è più difficile o più facile di una volta?”, ed è pubblicato dai tipi delle Edizioni Henry Beyle ( e qui ci sta la chicca nella chicca, con citazione dottissima suggeritami dal caro amico e professore Gianni Checchin, visto che Henry Beyle è il vero nome di Stendhal). Fin qui niente di straordinario: solita scrittura di Buzzati, solita ironia, solita piacevolezza. La bellezza vera e propria sta nel libro, inteso come oggetto fisico (e fonte di feticismo): stampato su carta Zerkall-Butten, carattere garamond monotype corpo 12 in 575 copie numerate. Il mio esemplare è il numero 279.
I 25 euro meglio spesi degli ultimi mesi.
Per il resto, i cuori stanno a mezza via, per andare in alto in alto ultimamente faticano un po’. Anche se la gioia di Ivo e Silvia e quella di Luca e Roberta è un po’ anche la mia.
Statemi bene, continuate a seguirmi, prometto che aumenterò la frequenza delle mie incursioni.
Il Cioli
Le donne…
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Da quando i poeti scrivono e le donne li leggono (cosa per cui dobbiamo loro la più profonda riconoscenza), le hanno chiamate talmente tante volte angeli che effettivamente loro, nella semplicità della loro anima, hanno prestato fede a questo complimento, dimenticando che i poeti, per denaro, hanno sempre chiamato Nerone in semidio…
Pecorin
E Pakkero finisce sulla Rai!
La sera, all’ora di cena, dal lunedì al venerdì c’è una bella trasmissione su Radio 2 ormai da qualche anno. Il titolo è Decanter, i conduttori sono due tipi simpatici – Fede e Tinto – e l’argomento è più o meno sempre quello: il vino, il cibo, lo stare bene.
Insomma, Pakkero.
E allora, visto che alla fine c’è una profonda sintonia, perché non provare a scrivergli?
Detto fatto, questo è quello che Radio 2 dice di Pakkero
In alto i cuori!
Cioli
Servizio completo
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Uomini, da oggi potete smettere di affannarvi.
Penso a tutto io.
Dal gioiello al fucile (antico) ho tutto quello che può servirvi per soddisfare le vostre esigenze nei riguardi della vostra donna.
Contattatemi fiduciosi, resterete soddisfatti
BANG
Capacità di sintesi
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Secondo GPF questa è la storia di Biancaneve:
“Mangia, dorme e poi si sveglia”
Ineccepibile, sotto ogni punto di vista