Bellissimo il fine settimana, oramai alla spalle dopo un tuffo a piedi pari dentro la settimana lavorativa, passato a Rovereto con famiglia e amici.
Si parte sabato all’ora di pranzo, per riuscire a sfruttare il sonnellino pomeridiano di GPF e guidare tranquilli senza problemi e senza pause fino a Rovereto, dove svegliamo il piccolo una volta dentro il parcheggio del MART.
Visita al museo, che alla fine trova – secondo la mia personalissima opinione – nella collezione delle opere degli artisti italiani di inizio Novecento il suo massimo interesse, ed in particolare nei dipinti di Morandi provenienti dalla Collezione Giovanardi. La mostra temporanea in corso è dedicata a Kendell Geers, “nato in Sud Africa e da sempre impegnato in una riflessione profonda e personale sul tema della segregazione razziale… Con i suoi lavori, Kendell Geers esplora i limiti e i confini geografici, linguistici, politici, sociali, sessuali e psicologici dell’uomo.
L’artista rivendica, infatti, la necessità di prendere posizione rispetto al mondo in cui viviamo. Da questo atteggiamento critico – che evita però ogni visione manichea della realtà – nasce un’arte impegnata, che coinvolge totalmente l’artista a livello personale, e trascina il pubblico all’interno dell’opera, rendendolo a tutti gli effetti un elemento della creazione artistica. Le stesse reazioni ed emozioni del visitatore, spaesamento, attrazione o rifiuto, sono parte costitutiva delle opere di Kendell Geers.”
Non mi è piaciuta.
Molto, ma molto bello invece il bed and breakfast dove abbiamo dormito, sempre a Rovereto. Si chiama VILLA DORDI, in via dei Colli 28, nella zona alta della città, dove si trovano le ville più belle. Arriviamo con calma, poco prima delle 18, e il gentilissimo proprietario ci accompagna in una camera pulita, spaziosa, calda e accogliente. Il letto è grande e comodo e il bagno grande come – se non di più – quello di casa mia. Ma la cosa più bella è proprio la villa, “in stile liberty, con giardino mediterraneo, fatta costruire nel 1908 dal bisnonno dell’attuale proprietario”. Ci viene consegnato anche il telecomando del garage, per poter lasciare la macchina al coperto e al riparo dal gelo della provincia trentina.
Doccia e via, destinazione CASA DEL VINO DELLA VALLAGARINA a Isera, locale vivamente consigliato da Lucio. Non ricordavo il nome della via, ma sapevo di doverlo cercare accanto alla chiesa del paese, così sul navigatore scrivo Isera, Via Chiesa e dopo aver guidato per più di mezzora su impervie strade di montagna, correndo anche il rischio di dover montare le catene, lanciato svariati improperi all’amico Lucio, finalmente trovo il paese, in linea d’aria a non più di 3-4 chilometri dal centro di Rovereto e facilmente raggiungibile a navigatore spento.
Il locale è stupendo, il personale gentile e disponibile, la cena – così composta – ottima:
- insalatina di lenticchie con contorno di porri e guanciale
- tagliolini con ragù di carne salada e verze
- arrosto di vitello cotto 12 ore a fuoco lento con verdure
- abbondante marzemino etichetta verde della cantina sociale di Isera
GPF si diverte: una cameriera decisamente carina continua a fargli complimenti e a servigli pezzi di grana come se piovessero (“Ancoa grana, signoa. Grasie, signoa”). Compro anche una bottiglia di Nosiola, un vino bianco prodotto da un vitigno che conosco solo per l’ottima grappa che compro ogni volta che mi trovo a Trento. Si paga un po’, ma non eccessivamente, e comunque giusto per il servizio e la qualità. In un ipotetica scala Ferraccioli contrapposta alla Guida Michelin, con le A di Audiografia al posto delle stelle, meriterebbe 3 A (o forse 5, se decidessi di portare il numero delle A da 3 a 5).
Torniamo con calma in camera, dove ci addormentiamo con l’Egitto di Alberto Angela e una dubbio atroce: ma tra Alberto e Piero, in una partita a Trivial, chi vincerà?
Domenica colazione con calma (del proprietario, che probabilmente si era addormentato e scordato dei suoi ospiti!), dove è tutto buono, specie lo strudel, nella grande sala comune di Villa Dordi dove una volta di più il signor Dordi si conferma persona gentile e disponibile.
Visita a Casa Depero, bella per gli arazzi e per l’architettura, ma non entusiasmante, e finalmente pranzo a casa Rigon, con Lucio e Marilena che da troppo tempo non riuscivamo ad incontrare. Mangiamo bene, ci raccontiamo un sacco di cose e come ogni volta, nonostante sia così difficile vedersi, sembra di essere stati insieme la settimana precedente. Bravo Lucio, e bravissima Marilena: almeno qualcosa di buono Ca’ Foscari l’ha lasciata.
E alla fine si torna a casa, ancora una volta con GPF addormentato per il viaggio.
In alto i cuori. E ricordatevi che a Rovereto esiste una sola agenzia di viaggi: l’AGENZIA PETERLINI
Cioli