Quanto tempo è passato

Posted 05 ago 2013 — by Fabio
Category Varie

dall’ultima volta che ho messo mano a questo sito.
Dall’ultima volta che ho scritto qualcosa su questa pagina. E quanto tempo ci è voluto perché mi tornasse la voglia di farlo. A dire la verità non è che ora di voglia ce ne sia tanta. Sono a casa da solo, famiglia in montagna raggiungibile solo nei miei fine settimana atipici, un paio di cose da fare prima di andare in ufficio e pochissimo estro. Da gennaio, ultimo mio intervento, sono cambiate diverse cose. Ma visto che questo sito è così frequentato e le richieste di aggiornamento pervenute sono così numerose trovo quasi inutile dover riportare tutto quanto. Ho aperto la mia pagina di Facebook, come Fabio e come ditta, Zogia. Mi stupisco di come la gente usi FB per rendere pubblici i propri cazzi, pubblicando foto dei propri bambini, di quello che sta mangiando, di dove sta bevendo l’aperitivo, dando il buongiorno, il buon appetito e la buonanotte a tutti tutti i santi giorni. Leggendo qualcosa sul marketing virale ho imparato che dovrei usare i social network in modo emotivo: va bene la foto dell’ultima ribalta comprata, ma molto meglio la foto di un bel tramonto appena fuori dalla casa di un cliente o di un bel piatto di pasta in un ristorante in una pausa pranzo tra un carico di mobili e uno di dipinti. Bho, vedremo come fare, anche se a dire la verità mi trovo un po’ a disagio.
In fondo, se i miei lettori sono passati da 3 a 0 ci sarà un perché. Se i blog degni di nota stanno un po’ alla volta chiudendo ci sarà un motivo.
Ce ne faremo una ragione.

Vi lascio con una bella canzone di un paio d’anni fa. Molto triste e non perfettamente pertinente, non fosse solo che siamo ancora ad agosto.
Canzone stupenda che mi piace ascoltare specialmente la sera quando torno tardi.
Un abbraccio a chi mi segue.
Fabio

Bentornato e buon anno

Posted 22 gen 2013 — by Fabio
Category Varie

Bentornato a me, bentornato a me, bentornato a me.
Buon anno a tutti, con vergognoso ritardo.
Non ho molta voglia di scrivere, e il fatto di essere latitante da così tanto tempo credo ne sia la dimostrazione più lampante.
Sono successe parecchie cose.
E’ arrivata la nuova ghironda, finalmente suonabile e anche molto bella da vedere.
Pierpaolo, a tre mesi, pesa 1.8 kg in più ed è lungo 5 cm. in più di suo fratello alla stessa età. Ed è bello uguale, se non di più. Dicono che Gianpietro sia la mia fotocopia – il che mi rende particolarmente orgoglioso – e guardando le sue fotografie sembra proprio che Pierpaolo sia la sua fotocopia. Bene, abbiamo messo decisamente in minoranza la loro mamma.
Lavoro sempre come un matto, ma questa non è una novità. Qualche novità a breve, spero.
Devo rinnovare tutti i domini attivi. Anche il mySql per evitare che tutto vada a remengo.
Devo rompere le scatole a Matrix per l’ennesimo dominio da registrare. Magari è la volta buona che lo pago.
Devo farmi 15 giorni in fiera a Modena a vendere mobili e dipinti, muoio dal desiderio… Se qualcuno ha voglia di venirmi a trovare pago io la cena, dopo mezzanotte perché prima sarò in diretta.
Ho letto un sacco di libri, quasi tutti belli. Vi segnalo L’imprevedibile viaggio di Harold Fry, di Rachel Joyce. Fino a dieci pagine dalla fine non capisci bene se valga la pena arrivare fino in fondo. Poi, di colpo, ti accorgi che il tempo dedicato alla sua lettura non è stato sprecato.
Finita la seconda parte di 1Q84 di Murakami, ma non ricordo se ne avevo già parlato. Bello, molto bello.
Ancora, Han Han, Verso nord unonoveottootto, primo romanzo tradotto in italiano del blogger cinese più influente del suo paese. Bello anche questo.
Babbo Natale ha portato altri due bei libri, ancora da finire perché nel frattempo mi sono perso – come al solito – con altri libri. L’ultimo, finito ieri notte, La notte di Elie Wiesel. Sconvolgente, come buona parte della letteratura dedicata al periodo più nero dell’umanità. Consigliato a tutti, lezione di storia ed umanità.
Babbo Natale non ha portato il solito maglione, peraltro gradito. Ha portato però un bel paio di jeans per sostituire quelli vecchi talmente rotti e pieni di buchi da lasciare ben poco all’immaginazione.

In generale comunque bene. Non mi posso lamentare anche se mi piacerebbe avere un po’ di tempo in più da dedicare alla mia famiglia, alle mie minchiate, a me. Questo inverno sono riuscito a passare solamente una notte in casetta in montagna da solo con GPF. L’ho portato a mangiare all’Insonnia, ci siamo strafogati di pastin, formaggio cotto, polenta, fagioli con cipolla, aranciata e vino rosso. Abbiamo dormito nel sacco a pelo in roulotte, giocato a calcetto e letto dieci volte il libro dei pirati. Tutto perfetto, da migliori amici.

Andiamo avanti, facendo nostra una massima di uno dei più grandi filosofi italiani del secondo novecento, Bud Spencer:

“Se tutto va come deve, siamo nella merda”

Dai che tra poche settimane si vota…

In alto i Cioli, tre a uno

Cioli

Unità

Posted 21 ott 2012 — by Fabio
Category Varie

Finalmente a casa dormono tutti. Escluso il presente.
Dorme Gianpietro. Dorme Laura, suo il sonno più meritato. Dorme, almeno per ora e mi auguro ancora per qualche ora, Pierpaolo.
Io no, stasera non ho sonno.
Ho finito da poco una relazione che motivi straordinariamente importanti mi hanno fatto rimandare per una quindicina di giorni. Tra poco mi metterò in divano a leggere, devo assolutamente finire un cacchio di libro di Ken Follett (tra le altre cose il mio primo vero libro in versione e-book scaricato per tablet) per iniziare la terza ed ultima parte di 1Q84 di Murakami. Ieri mattina ero in libreria per fare un regalo e quando l’ho visto in vetrina mi sono sentito come immagino possa sentirsi Gianpietro davanti al settore dei trenini in un negozio di giocattoli, con la differenza che io ho il bancomat.

Sto lavorando un sacco. Fare televisione è strano. Sono abituato a ritmi allucinati ed allucinanti, sono abituato all’emergenza e alle soluzioni dell’ultimo secondo ma non riesco ad abituarmi ai ritmi della televisione. Alla fine, più passa il tempo più me ne convinco, chi fa, a tutti i livelli, il mio lavoro lo fa per passione. Si innamora degli oggetti, del bello, si appassiona alla loro storia e diventa divertente studiarli, capirli, scoprirli. Se poi li vendi e ci guadagni qualcosa sono ancora più belli. La televisione non ti lascia il tempo per niente e alla fine tutto è uguale: prezzo, costo, misure, epoca, provenienza, fotografia, set, regia, sigla, via.

Lavoro con orari strani. La domenica ho la diretta dalle 17 alle 20.30. Mi chiamano gli amici e nemmeno fossi Jerry Scotti (cacchio, Jerry Scotti, è allucinante pensare che il suo sia il primo nome che mi è venuto in mente pensando alla televisione) li saluto velocemente dicendo:

“scusa, devo lasciarti, sono in diretta”

Tornando a casa, ascoltando la radio, ho sentito una vecchia canzone degli Euritmics che non sentivo da un bel pezzo. Per associazione di idee mi è venuta in mente una canzone di Annie Lennox che mi è sempre piaciuta tantissimo e che ritengo essere una delle canzoni romantiche più belle di sempre. Qualche anno fa ne conoscevo gli accordi e ogni tanto la suonavo al pianoforte, magari domani sera – non ho trasmissione – potrei rimettermi con calma a tirarli fuori. Ve la posto qui sotto, ascoltatela con un po’ di calma e consideratela un mio piccolissimo regalo.

Andiamo avanti, sempre avanti. Ci sono sempre due, tre cose per le quali vale la pena darsi da fare. Da dieci giorni, undici da pochi minuti, il loro numero è aumentato di una piccola, straordinaria, unità.

In alto i Cioli

18 settembre 2012

Posted 18 set 2012 — by Fabio
Category Varie

Ascolto sempre gli stessi 4-5 dischi. Quando non sono in macchina dove a farla da padrona è la radio, a casa ascolto sempre gli stessi dischi. Questa sera, 20.37, sta suonando Gianmaria Testa sul mio impianto.
Laura e Gpf sono al cinema, io non ci sono. Non ci sono con la testa.
Avrei voglia di piangere. Giornata triste.
Un abbraccio ed il mio pensiero più dolce per Daniela, la seconda mamma dei miei anni scolastici veneziani, la prima ed insostituibile mamma del mio amico più caro.
Questa mattina ho pianto. Prima di cena mi sono arrabbiato. Adesso non so bene.
Magari piango ancora un po’

( )

Posted 19 lug 2012 — by Fabio
Category Varie

Si è chiusa una parentesi.
Una parentesi piuttosto lunga.
Dopo un anno e mezzo passato a Trento sono finalmente riuscito a ritornare a casa. Nuovo lavoro, nuovi colleghi, nuova-vecchia vita. Di nuovo dormire in un letto comodo, finalmente non più da solo, mangiare con le gambe sotto la propria tavola, fare la doccia nella doccia di casa, giocare con Gianpietro la sera e poterlo portare a scuola la mattina, aiutare e farsi aiutare da Laura in tutte le cose importanti e non di tutti i giorni.
Nuova parentesi. Ma solo dal punto di vista professionale.

Un anno e mezzo decisamente lungo, impegnativo. Problemi professionali precedenti mi hanno spinto a non andare tanto per il sottile. Un anno e mezzo vissuto fuori sede, peggio di uno studente, anche – forse soprattutto – per le condizioni del vissuto quotidiano, in condizioni che altrimenti non avrei mai potuto accettare e mai preso in considerazione.
Non posso comunque dire di essere stato male. Ho imparato tante cose, alcune delle quali non avevo mai pensato di dover imparare nei dieci anni di precedenti esperienze in case d’aste. Ho riscoperto l’importanza di valori fondanti. Ho imparato a valutare meglio le persone. Ho imparato a stare sempre più zitt0, a fare e non parlare. Ho conosciuto persone buone e persone cattive. Da tutte ho appreso qualcosa, poche sono state veramente gentili ed importanti e sarà un piacere poter continuare a considerarle amiche.

Ho buttato via le mie vecchie Clarck’s. Distrutte. Tagliate sotto la suola tanto da farmi bagnare calzini e piedi alle prime gocce di pioggia.

Ho comprato i miei primi mocassini, blu.

Ho aperto una nuova parentesi. Ormai trovo quasi naturale dover ragionare a parentesi e non preoccuparmi più di troppo. O meglio, ragiono a parentesi, mi preoccupo ma cerco di farmene una ragione e trovare il modo di resistere tra un segno di chiusura e un segno di apertura.

Andiamo avanti. Senza dare nulla per scontato. Anzi, qualcosa di scontato c’è sempre, basta chiudere gli occhi e mettersi tranquilli per sapere che è così. Il contrario sarebbe stupido. Ed impossibile.

In alto i cuori

Cioli

A volte ritorna

Posted 31 mag 2012 — by Fabio
Category Varie

Mi ha sempre stupito, a volte impaurito, quella sensazione stranissima che si prova con il deja-vu.
Ogni tanto mi capita di vivere brevi momenti della mia vita che credo di aver già vissuto. Capita a molti.
Bene, proprio ieri ho letto un articolo che ha fatto crollare tutta la poesia del deja-vu: in realtà si tratterebbe, secondo l’equipe di scienziati che ha studiato il fenomeno, di una semplice sovraeccitazione dell’ipotalamo, quella piccola parte del cervello deputata, tra le altre cose, alla regolazione della memoria a lungo termine. Sovraeccitazione che – detta in soldoni – porterebbe a stimolare l’ipotalamo e a fargli credere di aver già vissuto in passato sensazioni ed avvenimenti che in realtà non si sono mai verificati.
La cosa un po’ mi dispiace. Va bene che ormai la mia memoria a lungo termine è quella che è, che il più delle volte non ottengo buoni risultati nemmeno con la memoria a breve/immediato termine, ma quella sensazione che lasciava il deja-vu mi piaceva. E continuerò, per quelle volte che ancora tornerà, a farmela piacere.
In fondo si tratta sempre di eccitazione e si sa, in tempi di carestia ogni piccola gioia diventa amplificata.

E comunque il deja-vu esiste. Almeno professionalmente parlando esiste, eccome se esiste…

Nota di colore.
Lo scorso giovedì ho preso il treno da Trento per Bassano delle 19.05. A mia memoria (…) doveva poi esserci un treno che da Bassano mi avrebbe riportato a casetta con partenza alle 21.17. A Borgo Valsugana il treno si è fermato, sostituito poi da un pullman di linea per il tratto fino Bassano. Eravamo un po’ in ritardo e quindi ho pensato bene di chiedere all’autista se la coincidenza con l’ultimo treno per Venezia era garantita.
Riposta: “Beaaaa”
Risultato: fortuna che il mio migliore amico vive a Bassano e ha un letto per gli ospiti.

Statemi bene, qui mi pare che non cambi nulla.
Gattopardesca memoria, bisogna che tutto cambi perché tutto resti com’è. Che palle

Cioli

Gli avvocati…

Posted 15 mag 2012 — by Fabio
Category Varie

Avete presente Secco, il cattivo dei Simpson?
Quando scopre che Babbo Natale non esiste pronuncia questa frase:
“A questo punto non credo più a niente: mi iscrivo a giurisprudenza”
Ecco, rende perfettamente l’idea
Dio mi guardi dai nemici, perché per gli avvocati – forse – può poco pure Lui
Cioli

Varie ed eventuali, credo IV

Posted 10 mag 2012 — by Fabio
Category Varie

Mi rimane, ultimamente, sempre meno tempo libero per me. Di conseguenza anche meno tempo da dedicare ai miei svaghi. Svaghi nel novero dei quali posso includere Audiografia.
Non me ne vogliate, e anche se me ne volete non sembra me ne vogliate poi tanto considerando che qualche settimana fa il sito è stato fuori uso per una decina di giorni e nessuno si è preso il disturbo di segnalarmelo. La cosa malinconica è che il primo a non accorgersene sono stato io… Poco male, ci ho messo un po’ per sistemare ogni cosa e ora, come d’incanto, posso tornare a voi con la mia solita scostante frequenza.
In questi mesi ho fatto parecchie cose. Su tutto ho lavorato. Il resto del tempo ho cercato di dedicarlo alla mia famiglia. Ci sono stati in mezzo un paio di ponti più o meno lunghi, Pasqua compresa, ma il mal tempo non mi ha permesso di andare in casetta in montagna. Avevo in previsione un sacco di bei lavoretti da falegname, compresa la costruzione di un letto a castello per sostituire il letto di GPF e la chiusura con parete perlinata di tutta la veranda. Speriamo che giugno sia più clemente.
Ho letto un mucchio di libri, di notte. A Trento non dormo. Trento è una città schifosa. Ogni notte, fino alle 2-3, un’orda di imbecilli fa un casino bestiale sotto la camera dove dormo urlando come bestie, bevendo e lasciando bottiglie di birra da tutte le parti, bottiglie che poi – la mattina presto, verso le 6 – vengono raccolte dagli addetti comunali alla pulizia e buttate nel loro furgone. Quindi ogni notte sveglio fino alle 2, ogni mattina mi sveglio alle 6. Sia chiaro, le motivazioni per giudicare Trento schifosa vanno oltre, ma questa è sicuramente una.
Dicevo, non dormo quindi leggo. Ho letto i miei soliti libri sui vetri francesi e l’antiquariato più una guida alle escursioni nel gruppo del Bosconero.
Ho letto un libro illeggibile intitolato “Le aquile bianche dell’Imperatore”, talmente illeggibile che non l’ho portato a termine e ho preferito regalarlo ad un tipo che non mi sta simpatico spacciandolo per un capolavoro.
Ho letto un gran libro – Il soccombente – dello scrittore austriaco Thomas Bernhard e mi sono fatto prendere dalle malinconie (meriterebbe un post tutto per sé, libro straordinario sull’arte, sull’impotenza, sulla grandezza del genio, sulla consapevolezza e accettazione dei propri limiti, sulla fine) soprattutto per il discorso pianoforte.
Sto leggendo un altro bel libro, Educazione Siberiana.
Sto facendo tante cose.
Sto cercando di correggere il tiro.
Sto cercando d’impormi una dieta più regolare ma quanto è gratificante mangiare e bere (moderatamente) con qualità. Non sono ingrassato, resto sempre stabile con il mio filo di pancia che fa tanto benessere, ma non dimagrisco. Non dimagrisco anche perché da un pezzo non riesco ad andare a correre: il ginocchio destro ogni volta che mi piego fa il rumore degli spaghetti che si rompono prima di metterli in pentola e tutte le mattine, appena sveglio, a riposo, mi fa un male cane. Ho prenotato la risonanza magnetica, ci vorranno ancora una ventina di giorni poi sapremo se e cosa fare.
Giovedì, domani venerdì.
Venerdì, l’unica cosa bella di Trento, il giorno del ritorno a casa.
Mi sono frantumato le palle di questa città.
Mi sono frantumato le palle del treno che fa la Valsugana e ferma ad ogni stramaledetta stazione di quartiere.
Mi sono frantumato le palle di non dormire nel mio letto.
Mi sono frantumato le palle di non dormire.
Mi sono frantumato le palle di mille altre cose. Però domani è venerdì.
E ritornando a casa dovrò ricordarmi di comprare un robot-lettera per GPF: con acume e candore tipico dei bambini della sua età ha fatto notare a sua mamma che il numero delle nostre cioccolatiere tedesche dipinte all’areografo e prodotte durante la Repubblica di Weimar ha ormai quasi doppiato il numero dei suoi robot-lettera.
In alto i cuori
Cioli